CASA DEL MUTILATO – Via Freguglia 14 Milano

13 Dic , 2025 - Cenni Storici

Tipica opera di un regime fondato sulla retorica della guerra ed edificio destinato a ricordare o aiutare coloro che avevano partecipato alla guerra perdendo la vita o restando mutilato, la Casa del Mutilato presenta un aspetto tra il sacrario e il padiglione ospedaliero.

Nel 1933 il Comune di Milano, sollecitato fin dal primo dopoguerra dall’Associazione Mutilati ed Invalidi di Guerra, decise di finanziare la costruzione dell’edificio.

Nel 1935 identifica l’area nelle vicinanze del Palazzo di Giustizia, che in quegli anni era in fase di costruzione, una zona della città che si era liberata grazie alla demolizione della ex caserma di artiglieria a cavallo, Principe Eugenio di Savoia. il progetto venne affidato all’Ing. Luigi Secchi, già capo sezione dell’ufficio tecnico, progettista di varie architetture sociali, edilizia scolastica e sportiva, nome di primo piano nel rinnovamento edilizio della città con la ristrutturazione dell’Arena Civica, dello Stadio Civico e del Lido, diventato famoso in Italia e all’estero per la progettazione della Piscina Cozzi (la più grande d’Europa per l’epoca, 1933-34).

Nel 1938 ebbe inizio la costruzione della Casa del Mutilato, su una superficie rettangolare fra via San Barnaba e via Freguglia. Si sviluppa con una forma trapezoidale a corte e costituita da corpi di altezze differenti 3/4 piani, con una netta divisione dei vari livelli. Presenta nella parte centrale una torre in corrispondenza dell’ingresso, che nella parte alta termina con un belvedere ed una cella. Come tutti gli edifici di regime richiama gli elementi tipici delle architetture classiche con rivisitazione in chiave moderna pur rispettando le esigenze della sua funzione. Anche la scelta dei materiali da rivestimento contribuisce a delineare l’importanza sociale dell’edificio rappresentativo e monumentale, viene utilizzato il travertino per i primi due piani concludendo l’alto basamento con un primo esile cornicione. L’uso del mattone di cotto scuro dal secondo piano in poi crea un netto contrasto interrotto in copertura da un cornicione superiore merlato che si interrompe in prossimità della torre centrale e riprende alla sua estremità. Le grandi finestre regolari nei primi piani rivestite in lastre di travertino appaiono incorniciate ed incassate rispetto al filo della facciata creando effetti chiaruscurali, mentre al secondo e terzo piano dell’edificio principale le finestre incorniciate sempre in travertino risultano incassate rispetto alla muratura di mattoni di cotto inserendosi in una composizione di archi. Il portale d’ingresso contornato da una cornice scultorea a basso rilievo in travertino con motivi floreali è posto sull’asse di simmetria della facciata con una scala di accesso esterna ai lati della quale erano previste due grandi statue bronzee, la Patria e il Sacrificio eroico, mai realizzate.

L’atrio monumentale, tutto rivestito in marmo, presenta una sequenza di aperture intervallate da una serie di bassorilievi in marmo nella parte alta, uno dei quali in corrispondenza del Sacrario dedicato ai Caduti, con le urne contenenti la terra di Russia e del deserto del Nord Africa. Il fronte interno opposto all’ingresso è caratterizzato dalla presenza nella parte alta di una vetrata artistica dedicata alla Medaglia d’Oro Paolucci di Calboli, opera realizzata nel 1942 dal pittore e scultore Antonio Giuseppe Santagata, autore anche dell’affresco della Sala Antonio Valente, posta nella parte opposta all’ingresso principale, e di due grandi mosaici policromi inseriti in una cornice di travertino sulla facciata interna del palazzo (i mutilati e i reduci inneggiano alla pace).

Al piano superiore dell’edificio si trova la la sede dell’Associazione Invalidi e Mutilati di Guerra e dell’Istituto del Nastro Azzurro fra Combattenti decorati al Valor Militare. L’Istituto dei decorati milanesi, dopo alcuni cambi di sede, dal 1978 ha qui la sua attuale sistemazione.

Nella Galleria degli Eroi è rappresentata la storia dell’Italia attraverso i fatti d’arme degli ultimi 220 anni. Contiene circa 600 pergamene, che riportano il ritratto dell’Eroe, il fatto d’arme e la motivazione della Medaglia d’Oro al Valor Militare, qui sono custodite le memorie, le immagini, gli atti dei valorosi lombardi e di tutta l’Italia.

fonte: Delegazione FAI di Milano


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Related Posts