
Lo Stato Maggiore della Difesa ha istituito un Distintivo d’Onore per il Personale delle Forze Armate in congedo, per valorizzare il personale militare anche dopo la cessazione dal servizio attivo, sottolineando che il servizio prestato alla Patria rimane un tratto distintivo dell’identità dell’individuo.
Questo nuovo segno distintivo non è solo un fregio estetico, ma un simbolo carico di significati istituzionali e storici, regolamentato da un atto formale firmato dal Sottocapo di Stato Maggiore della Difesa, il Generale di Squadra Aerea Luigi Del Bene.
Il fondamento normativo dell’iniziativa
L’istituzione del distintivo non nasce nel vuoto, ma poggia su un solido e complesso impianto normativo che regola la vita e l’ordinamento militare in Italia. L’atto istitutivo richiama infatti pilastri legislativi fondamentali come:
- Il D.P.R. 15 marzo 2010, n. 90 (Testo unico delle disposizioni regolamentari in materia di ordinamento militare);
- Il Decreto Legislativo 15 marzo 2010, n. 66 (Codice dell’Ordinamento Militare);
- Il Decreto Interministeriale 25 luglio 2012, n. 162, che disciplina i segni distintivi delle Forze Armate.
Questa cornice legale garantisce che il distintivo sia riconosciuto a tutti gli effetti come parte integrante dei simboli ufficiali della Repubblica Italiana, conferendo autorevolezza e dignità a chiunque abbia il titolo per fregiarsene.
Valorizzare il servizio oltre la carriera attiva
Il cuore dell’iniziativa risiede nella volontà di valorizzare il personale militare anche dopo la cessazione dal servizio attivo. Troppo spesso il passaggio al congedo è stato percepito come un allontanamento dall’Istituzione; con questo provvedimento, lo Stato Maggiore della Difesa intende invece sottolineare che il servizio prestato alla Patria rimane un tratto distintivo dell’identità dell’individuo.
Il distintivo funge quindi da segno visibile di appartenenza, un ponte che unisce la storia personale del militare con la missione continua delle Forze Armate, garantendo coesione e identità anche fuori dalle caserme.
Analisi Tecnica e Simbolica del Distintivo
Il nuovo distintivo, realizzato in metallo smaltato con dimensioni di 80 mm x 25 mm, è un concentrato di araldica militare e simbolismo repubblicano. Ogni elemento è stato scelto per comunicare valori specifici:
- I Tre Cordoni Intrecciati: uno oro, uno argento e uno nei colori del tricolore italiano (verde, bianco e rosso). Essi rappresentano unità e cooperazione tra valori differenti – ricchezza, purezza e patriottismo – mentre l’intreccio simboleggia forza, continuità e coesione, senza che alcun elemento prevalga sugli altri o copra i colori dell’uniforme.
- La Stella d’Italia: è la Stella d’Italia, il più antico simbolo dello Stato italiano, presente sia sul fregio militare sia sull’emblema della Repubblica. La stella a cinque punte richiama l’ideale di aspirazione e di guida, intesa come luce e onore.
- La Corona Turrita: si tratta della corona murale turrita, tipica dei simboli della Repubblica Italiana, che rappresenta autonomia, sovranità e difesa della Patria.
Modalità d’uso e Destinatari
L’uso del distintivo è regolato da norme precise per preservare il decoro dell’uniforme.
- Chi può indossarlo: tutti i militari delle Forze Armate in congedo che non siano in temporanea attività di servizio, ivi compresi coloro che abbiano svolto il servizio di Leva/Complemento e gli ex allievi delle Scuole Militari.
- Posizionamento: il distintivo va applicato tramite una spilla metallica sulla parte sinistra della giacca, esattamente al di sopra dei nastrini e delle altre decorazioni già presenti.
- Obbligatorietà: un dettaglio di rilievo riguarda il carattere del fregio. Sebbene celebrativo, l’atto stabilisce che il suo uso sia obbligatorio qualora il personale in congedo indossi l’uniforme (ad esempio durante cerimonie o eventi ufficiali). Questo lo trasforma da semplice accessorio a segno ufficiale di riconoscimento.
- Utilizzo: non è subordinato ad autorizzazione da parte dell’Amministrazione Difesa ed è consentito sull’abito borghese.
Costi e reperimento
L’Amministrazione Difesa ha stabilito che non vi saranno oneri a carico del bilancio pubblico: l’acquisto del distintivo rimane dunque a carico dei beneficiari, che potranno provvedere autonomamente all’acquisto.
Un legame indissolubile con la Patria
In conclusione, la nascita di questo distintivo d’onore rappresenta un atto di profondo rispetto verso chi ha dedicato parte della propria vita alla difesa della collettività. Come sottolineato nel significato simbolico complessivo dell’atto, l’unione e la forza del servizio verso la Patria sono valori eterni che non decadono con l’età o con la fine degli incarichi operativi. Da oggi, il personale in congedo avrà un modo in più per testimoniare, con orgoglio e visibilità, il proprio legame con la Repubblica e con le tradizioni militari che hanno contribuito a formare.

